Balena, salvia e l’odore della pelle stata al sole
Per gran parte della storia della profumeria l’odore chiamato ambra grigia veniva da una sostanza reale: un grumo ceroso formato nell’intestino di un capodoglio, espulso e lasciato alla deriva per anni finché il mare e il sole non lo trasformavano da qualcosa di ripugnante in qualcosa di straordinario. Spiaggiato e invecchiato, sapeva insieme di pelle calda, sale, tabacco e carta vecchia, e fissava tutto ciò che toccava. Era anche raro, costoso ed eticamente impossibile una volta finito il commercio delle balene.
La chimica del perché avesse quell’odore fu chiarita nella prima metà del Novecento, soprattutto da Firmenich a Ginevra, dove Leopold Ruzicka e poi Max Stoll e i loro colleghi isolarono le molecole responsabili. Quella che contava di più era un piccolo anello rigido con un ponte etereo. Nel 1950 Firmenich trovò il modo di produrla senza una balena.
La salvia
Il punto di partenza era lo sclareolo, un composto presente nella salvia sclarea, un’erba coltivata per il suo olio nel sud della Francia e in Russia. Sclareol costa poco e ha quasi lo scheletro giusto; pochi passaggi di ossidazione e riarrangiamento lo chiudono nella molecola dell’ambra grigia. Firmenich vendette il risultato come Ambrox, e il nome divenne così generico che “Ambroxan” (un nome commerciale di Henkel, poi Symrise, per la stessa molecola) oggi viene usato dai profumieri per qualunque delle mezza dozzina di marche. La molecola è la stessa; prezzo, purezza e rapporto fra isomeri cambiano.
Che cosa fa
Annusato puro è debole, secco, vagamente minerale, un po’ dolce, con qualcosa di una camicia pulita e qualcosa di una spiaggia. Da solo quasi non diffonde, il che indusse i primi utilizzatori a sovradosarlo. Il suo dono è la persistenza: resta sulla pelle e sui tessuti per un giorno e mezzo, e solleva tutto ciò che gli si stratifica sopra, così che un’intera formula sembra durare di più. I profumi maschili “ambrati” moderni, quelli che sanno di persona ben vestita più che di un fiore o di un legno, di solito poggiano su una dose abbondante di esso.
Si racconta
La versione che si racconta negli ambienti della profumeria è che la sintesi del 1950 fu un atto di curiosità scientifica che nessuno si aspettava diventasse commerciale, perché l’ambra grigia era ancora legale e nessuno immaginava che un sintetico potesse sostituirla. Che i chimici lo avessero previsto o no, nel giro di una generazione il sintetico era diventato lo standard e l’originale una curiosità. È uno dei pochi casi in cui la copia è, per quasi ogni misura pratica, migliore della cosa che copia.
Fonti: firmenich.com ·Ohloff, G. (1994). Scent and Fragrances: The Fascination of Odors and Their Chemical Perspectives. Springer.